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Perché scegliere l’acqua per rilassarsi e rigenerarsi

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Perché scegliere l’acqua per rilassarsi e rigenerarsi

Meditazione e relazione con l’acqua: una via di contatto con l’infinito

Tra le innumerevoli esperienze d’acqua che voglio raccontare e condividere con te che mi leggi, c’è ne una in particolare che puoi sperimentare dovunque tu abbia la possibilità di immergerti, possibilmente in un luogo all’aperto, a contatto con la natura, al mare, come in una piscina d’acqua calda termale.

Gli studi scientifici affermano che il contatto con la natura, l’immersione in un bosco così come in acqua, anche soltanto poterli guardare procura effetti molto benefici e salutari. Ma ci sono esperienze la cui efficacia sul benessere psicofisico non ha bisogno di test e studi scientifici per essere provati. È ormai noto a tutti che l’acqua, anche solo il suono dell’acqua in movimento ha la capacità di rilassarci e rigenerarci profondamente.

Da questo facilmente deduciamo quanto sia importante avere una buona relazione con l’acqua sin da neonati e coltivarla per tutta la vita.

Puoi stare certo che se ti concederai di fare questa esperienza, il tuo corpo, sino all’ultima delle tue cellule, manterrà la memoria del vissuto.

Questo comporterà che tu possa ripetere l’esperienza di benessere profondo dovunque deciderai di richiamarla alla memoria.

Scoprendo che ciò che ti sto per raccontare è molto più che una semplice suggestione.

Immergersi in acqua, soprattutto quando ha una temperatura gradevole, come quella straordinaria del nostro mare degli ultimi tempi; lasciarsi avvolgere dall’acqua, mentre ci contiene e ci sostiene; rivolgere lo sguardo al cielo e al sole, immaginando di fondersi con esso, mentre con un respiro profondo lasciamo che tutto il nostro essere si apra e si unisca all’acqua, all’aria e al cielo, è un’esperienza di unione profonda con il cosmo, che  in pochissimi istanti ci permette di entrare nello spazio luminoso e calmo del silenzio interiore, unica chiave capace di aprire la porta della saggezza, racchiusa in ciascuno di noi.  

Drop, Splash, Impact, Ripples, Water, Ripple Effect

 Questa è un’esperienza che ci permette di calmare il mare delle nostre acque interiori, spesso agitato. Zittire il chiacchiericcio della mente: pensieri, che non sono solo i nostri, ma anche quelli degli altri, che troppo spesso ci coinvolgono e si aggirano dentro di noi, anche quando siamo soli.

Lasciarli andare, liberandoli e donandoli con gentilezza ma con fermezza, con un bel respiro profondo, è un’esperienza profondissima di pulizia interiore, capace in pochi istanti di rigenerarci e farci recuperare energia. 

Una buona pratica di consapevolezza che possiamo esercitare e sperimentare ogni qualvolta facciamo un bagno in acqua di mare, oppure alle terme, ma anche ogni qualvolta entriamo in contatto con l’acqua, per una doccia o un bagno e persino per una nuotata in piscina.

Entrare nel proprio spazio interiore grazie all’acqua, con questo intento fermo, chiudere la porta al mondo esterno e lasciarsi avvolgere dal silenzio; immergersi nel silenzio, è un’esperienza di raccoglimento in sé profondissima, che crea interiormente  uno spazio che permette di entrare in contatto con Dio, anche pregare Dio, certamente, ma non solo.

Si può pregare anche senza credere in un Dio personale e magari pregare qualcos’altro, per esempio la Vita, l’esistenza… oppure, lasciare semplicemente che il silenzio, nel silenzio ci colga di sorpresa, aprendo la porta del dialogo al contrario, che è quello di Dio o della vita o dell’esistenza con noi. 

Questo dialogo si chiama meditazione! E la meditazione non è nient’altro che una cura per il nostro essere. 

Infatti, la parola “meditare”che porta con sé la stessa radice “med” della parola medicina, ci suggerisce come essa sia una vera e propria cura per il nostro essere.

L’arte del meditare, una sana e consapevole abitudine, scientificamente documentata, che può essere davvero rivoluzionaria nel nostro quotidiano e per la qualità della vita. La consapevolezza è il sapere che deriva dall’esperienza dello stare in ascolto profondo e saper focalizzare la propria attenzione nella profondità del sé, per scoprire e coltivare il puro e semplice contatto con l’essenza di ciò che siamo. 

Ma la cosa davvero importante, anzi l’essenziale, è il silenzio della mente. Liberare la mente dai nostri pensieri e dalle parolepensieri degli altri.

Ed entrare nelle proprie acque interiori e così, a poco a poco, imparare ad immergersi e nuotare dentro se stessi.

Talvolta basta davvero poco, una piccola consapevolezza, che si rivela grande per ritrovarci e ritrovare la strada per quel contatto con l’infinito che è cura del nostro essere.

                                                                                                                                                                                                                           Sandra Cau

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